Brunello di Montalcino

Il vino Brunello è senza dubbio ritenuto il più importante Vino rosso Toscano e la sua storia inizia a metà del 1800 grazie a Clemente Santi, il padre del Clone del Brunello. Il vino Brunello è tutelato dalla “DOCG” (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) ed è prodotto nel territorio del Comune di Montalcino (SI) con uva Sangiovese Grosso al 100%.

L’affinamento di questo vino deve essere, obbligatoriamente per legge, di 2 anni in botti di legno di rovere e di almeno 4 mesi in bottiglia e non può essere immesso al consumo prima del 1° Gennaio dell’anno successivo al termine dei 5 anni, calcolati considerando l’annata della vendemmia. Per quanto riguarda il Brunello di Montalcino RISERVA, invece, l’affinamento deve essere, obbligatoriamente per legge, di 2 anni in botti di legno di rovere e di almeno 6 mesi in bottiglia e non può essere immesso al consumo prima del 1° Gennaio dell’anno successivo al termine dei 6 anni, calcolati considerando l’annata della vendemmia.

Le operazioni di vinificazione, conservazione, affinamento in legno, affinamento in bottiglia ed imbottigliamento devono essere effettuate esclusivamente nella zona di produzione. Il Brunello di Montalcino deve essere immesso al consumo in bottiglie di tipo bordolese, di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero. Il Brunello di Montalcino è un vino da INVECCHIAMENTO, di lunga, lunghissima vita.

A Montalcino si produce anche il Vino Rosso di Montalcino, che è un vino più giovane, facile al palato, suadente, di buona struttura e destinato ad un veloce consumo. Tra le annate eccezionali per il Brunello (5 Stelle), ricordiamo le più recenti: 1988, 1990, 1995, 1997, 1998, 2004, 2006 e 2010.

  • COLORE: Rosso Rubino intenso tendente al Granato;
  • ODORE: Caratteristico ed intenso con richiamo di aromi di geranio, ciliegia e spezie;
  • SAPORE: Asciutto, caldo, un po’ tannico, robusto, armonico, persistente;

Chianti & Chianti Classico

Il territorio del Chianti è la più vasta area in Italia per la produzione di vino e si divide nelle 2 denominazioni di: Vino Chianti e Vino Chianti Classico, a seconda delle zone di origine. L’area del Chianti, oggi, è compresa tra le province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Storicamente, i confini della zona di produzione del Chianti erano nell’ambito di una precisa area fra le città di Firenze e Siena.

Nacquero però dei problemi d’identità, quando la produzione di vino Chianti divenne insufficiente a far fronte alla crescente domanda; i territori limitrofi cominciarono infatti a produrre vino utilizzando sistemi, uve e uvaggi propri dell’area del Chianti. Questa imitazione rese necessaria la nascita di un’organismo di controllo a tutela dei plagi (Nacque un Consorzio nel 1924). Successivamente, intervenne anche il governo italiano, istituendo un decreto ministeriale per differenziare il Chianti prodotto nella zona delimitata (sin dal 1716) da tutto il resto, aggiungendovi il suffisso “Classico”.

Classico non è solo un semplice aggettivo, c’è differenza tra Vino Chianti e Vino Chianti Classico. Classico significa “Il Primo”, “L’Originale”. E’ definito Chianti quello prodotto fuori dai confini geografici del Chianti storico, mentre il Vino Chianti Classico è quello prodotto all’interno della zona di origine denominata “Chianti”.

Chianti e Chianti Classico hanno 2 denominazioni distinte (DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita), con disciplinari di produzione differenti, diverse aree di produzione, propri Consorzi di Tutela. Il Chianti Classico (Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti etc) deve essere prodotto con minimo l’80% di Sangiovese con in aggiunta dei vitigni complementari esclusivamente a bacca rossa. Invece, il Chianti prevede minimo il 70% di Sangiovese più, in aggiunta un massimo del 10% di Uva Bianca.

CHIANTI

  • COLORE: Rosso Rubino vivace;
  • ODORE: Intensamente vinoso, talvolta con profumo di mammola;
  • SAPORE: Armonico, sapido e leggermente tannico;

CHIANTI CLASSICO

  • COLORE: Rosso Rubino;
  • ODORE: Note floreali di mammole e giuggiole unite ad un tipico carattere di frutti rossi;
  • SAPORE: Armonico, asciutto, sapido e con buona tannicità;

Vino Nobile - Montepulciano

Il Vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più antichi d’Italia (si hanno le prime citazioni in un documento del 789). E’ un Vino Rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) e prodotto nel territorio del Comune di Montepulciano in Provincia di Siena (da NON confondere con Montepulciano d’Abruzzo).

Il Vino Nobile, viene prodotto con un particolare clone di Sangiovese che a Montepulciano, prende il nome di “Prugnolo Gentile” per via dello spiccato profumo di prugna che concede al vino. Il segreto di questo Vino è il suolo: un’alternanza di sabbie e argille che mescolandosi creano condizioni ideali per produrre vini di struttura, profumati, ma con tannini fini.

Il Vino Nobile, viene prodotto con una percentuale minima del 70% di Prugnolo Gentile (Sangiovese) ed in aggiunta uve come il Canaiolo per un massimo del 25% ed in più un massimo del 5% di uve a bacca bianca di altri vitigni autorizzati dalla provincia di Siena. Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG subisce un periodo di maturazione di almeno 2 anni, mentre per ottenere la qualifica “Riserva” è necessario lasciar invecchiare il Vino per almeno 3 anni, di cui 6 mesi in bottiglia.

Montepulciano produce anche il Vino Rosso di Montepulciano che altro non è che una specie di Vino Nobile più giovane, destinato al consumo solo dopo un breve periodo di invecchiamento. Le migliori annate recenti del Vino Nobile sono: 1990,1995,1997,1999,2006,2007,2012,2015.

  • COLORE: Rosso Rubino tendente al granato con l’invecchiamento;
  • ODORE: Profumo intenso, etereo, floreale, caratteristico;
  • SAPORE: Asciutto, equilibrato e persistente con possibile sentore di legno;

Sagrantino - Montefalco e Bevagna

Il Sagrantino è un vitigno italiano autoctono dell’Umbria, impiegato nella produzione dei migliori vini della regione. Le origini del Vitigno sono ancora dibattute ma una teoria accreditata lo considera originario della Grecia ed importato in Italia da Monaci Bizantini.

Cresce principalmente nei territori che circondano il Comune di Montefalco. La zona di produzione comprende l’intero territorio del Comune di Montefalco e parte dei territori dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria. Il Vino che se ne produce è molto rinomato nel mondo, famoso per la sua grande intensità, concentrazione e capacità di invecchiamento grazie all’elevato contenuto polifenolico.

E’ tutelato dal marchio DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) dal 1992. Il Sagrantino di Montefalco DOCG, richiede il 100% di uva Sagrantino con un minimo di 30 mesi di invecchiamento, di cui almeno 12 in botti di legno (alcuni produttori usano le botti barrique). L’uva è una delle varietà più tanniche al mondo e dà origine a vini di colore Viola/Nero. Tra le migliori annate recenti ci sono: 1993, 1995, 1998, 2005,2008.

  • COLORE: Rosso Rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l’invecchiamento;
  • ODORE: Delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
  • SAPORE: Asciutto, Armonico quando il vino è giovane ed il tannino è in forte evidenza;

Supertuscan - Bolgheri, Castagneto Carducci e dintorni

I Supertuscan sono vini molto recenti se paragonati alla millenaria storia vinicola della Toscana. Vengono definiti Supertuscan (o Super Tuscan) i vini rossi prodotti in Toscana che non rispettano di proposito le tradizionali regole di preparazione della Regione sul Chianti Classico ma utilizzano altri tipi di uva, specialmente Cabernet Sauvignon, in aggiunta od in sostituzione del tradizionale Sangiovese e pertanto NON possono essere classificati come prodotti DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Alla fine degli anni ’60, il Marchese Incisa Della Rocchetta, fu il primo a decidere di non farsi limitare dal disciplinare e di sperimentare nuove strade e, con l’aiuto del famoso enologo Giacomo Tachis, produsse il “Sassicaia”, il precursore dei SuperTuscan. Il terreno nei pressi di Bolgheri, nel nord della Maremma, in cui veniva e viene prodotto il Sassicaia, ha caratteristiche sassose, molto simili alla zona di Greves, vicino a Bordeaux. Questo, lo rendeva poco adatto al Sangiovese ma era perfetto per uve Internazionali di altissima qualità come: Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, da cui si sarebbero potuti ottenere grandi vini rossi, longevi e strutturati.

L’intuizione del Marchese fu quella di contrapporre al Chianti Classico un nuovo concetto di Vino Toscano e scelse così di fare a meno del Sangiovese e di utilizzare così uve NON autoctone come quelle bordolesi. Così facendo, nacque il primo vero SuperTuscan, il “Tignanello” del Marchese Antinori, che al Sangiovese univa il Cabernet Sauvignon. Questi vini venivano venduti con la semplice dicitura di “vini da tavola” e solo successivamente, dal 1992, venne introdotta in Italia la denominazione IGT (Indicazione Geografica Tipica) alla quale molti produttori di SuperTuscan aderirono.

Nel 1985 il Sassicaia del Marchese Incisa Della Rocchetta, venne eletto miglior vino al mondo! I requisiti base per questo tipo di vino sono: deve essere un vino prodotto con taglio bordolese (quindi con Cabernet Sauvignon, Merlot o Cabernet Franc ma MAI o raramente con uve autoctone), NON deve appartenere ad una DOC o DOCG storica Toscana ma deve, invece, aver aderito alla denominazione “IGT” (Solamente il Sassicaia possiede una certificazione specifica ed esclusiva, la DOC SASSICAIA). L’invecchiamento dura dai 12 ai 24 mesi in botti di rovere Francesi.

  • COLORE: Rosso Rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento;
  • ODORE: Ricco, elegante, maestoso;
  • SAPORE: Asciutto, Pieno, Robusto ed Armonico;

Syrah - Cortona

Le origini del Syrah sono controverse. Oggi è considerato da molti un vitigno importato dalla Francia. E’ però probabile che abbia origini mediorientali oppure secondo un’altra teoria, deriverebbe dalla Città siciliana di Siracusa.

Questo vitigno viene oggi coltivato in quasi tutto il territorio vitivinicolo mondiale: Francia (Rodano), Italia, California, Australia etc, ma trova la sua migliore espressione proprio in Francia ed in Italia. In quest’ultima, il Syrah, viene coltivato con buoni risultati in molte Regioni, in particolare nella campagna di Cortona (Toscana). Qui, è presente da molto tempo...tanto da meritarsi anche una “denominazione d’origine controllata” (DOC) con menzione del Vitigno.

Il vino “Syrah Cortona Doc”, è prodotto con minimo l’85% di uve Syrah più l’eventuale aggiunta del 15% di altre uve a bacca rossa non aromatiche ed idonee alla coltivazione in Toscana. I vini DOC Cortona, devono essere sottoposti ad un periodo di maturazione di almeno 24 mesi (minimo 12 mesi in legno e minimo 4 mesi in bottiglia).

Le migliori annate recenti sono state sicuramente il 2006 ed il 2010.

  • COLORE: Da Rosso Rubino a Granato;
  • ODORE: Caratteristico ed Elegante;
  • SAPORE: Secco ed Armonioso;

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